a cura di don Sergio Nicolli
direttore dell´Ufficio nazionale
per la pastorale della famiglia della Cei
Il grande incontro mondiale delle famiglie a Valencia nel luglio 2006
aveva lanciato il tema della trasmissione della fede nella famiglia. In
quell’occasione il Santo Padre, nella memorabile veglia del sabato come
nell’Eucaristia domenicale, ha rivolto ai genitori un vibrante appello
alla loro responsabilità di educatori alla fede dei loro figli, insistendo
soprattutto sul fatto che la famiglia ha in se stessa, nell’amore dei
genitori per i figli, una grande forza persuasiva per comunicare i grandi
valori della fede e accompagnare i figli nell’avventura della vita.
Quasi un anno dopo il Santo Padre riprendeva il tema nel discorso di
apertura del Convegno ecclesiale della diocesi di Roma (11 giugno 2007)
e lo collocava all’interno del più vasto contesto dell’educare: “L’esperienza
quotidiana ci dice che educare alla fede proprio oggi non è un’impresa
facile. Oggi, in realtà, ogni opera di educazione sembra diventare sempre
più ardua e precaria. Si parla perciò di una grande “emergenza educativa”,
della crescente difficoltà che s’incontra nel trasmettere alle nuove generazioni
i valori–base dell’esistenza e di un retto comportamento, difficoltà che
coinvolge sia la scuola sia la famiglia e si può dire ogni altro organismo
che si prefigga scopi educativi”.
Il Papa in questi due anni ha ripreso più volte il tema della famiglia
e delle sue responsabilità e capacità educative; sembra così aver lanciato
una grande sfida a quell’“emergenza educativa” che forse trova il suo
principale alimento proprio nella sfiducia che molti genitori hanno in
se stessi e nelle proprie capacità educative: “Sia i genitori sia gli
insegnanti – prosegue il Papa nella medesima occasione – sono facilmente
tentati di abdicare ai propri compiti educativi e di non comprendere nemmeno
più quale sia il loro ruolo, o meglio la missione ad essi affidata”.
Il primo problema allora è di restituire alla famiglia fiducia in se
stessa e nelle proprie possibilità di lasciare un’impronta efficace nella
vita dei loro figli. L’esortazione del Papa Giovanni Paolo II “Famiglia,
credi in ciò che sei!” (Discorso del 20 ottobre 2001) non vale soltanto
per la ricchezza antropologica e teologica che la famiglia porta in se
stessa come bene supremo della persona e della società; vale anche per
il potenziale educativo che la famiglia per sua natura contiene, generato
e veicolato dalla relazione affettiva che ogni papà e mamma ha per i propri
figli.
Sul “compito urgente dell’educazione” ritorna il Santo Padre nella
recentissima lettera (21 gennaio 2008) rivolta alla diocesi di Roma. Anche
il Papa è preoccupato di fronte alla sfiducia di genitori ed educatori
di fronte al grande compito ed esorta con vigore: “Vorrei dirvi una parola
molto semplice: Non temete! Tutte queste difficoltà, infatti, non sono
insormontabili. Sono piuttosto, per così dire, il rovescio della medaglia
di quel dono grande e prezioso che è la nostra libertà, con la responsabilità
che giustamente l´accompagna”.
In questo percorso avviato da Papa Benedetto XVI sul tema dell’educazione
si inserisce molto opportunamente il VI Incontro mondiale delle famiglie,
che si terrà a Città del Messico dal 16 al 18 gennaio 2009 sul tema “La
famiglia, formatrice ai valori umani e cristiani”.
E' LA SESTA EDIZIONE. I PRECEDENTI
Quella che prende il via mercoledì prossimo a Città del Messico sarà la sesta edizione dell’Incontro mondiale delle famiglie, l’appuntamento convocato ogni tre anni dal Papa per promuovere dialogo, conoscenza, reciproca solidarietà tra i rappresentanti delle associazioni familiari dei cinque continenti.
Fu Giovanni Paolo II a volere la prima edizione a Roma, nel 1994, in occasione dell’Anno internazionale della famiglia. Tema dell’appuntamento: "La famiglia, cuore della Chiesa e della società". Tre anni dopo, nel 1997, l’incontro venne organizzato a Rio de Janeiro, in Brasile dove, sempre alla presenza di Papa Wojtyla, si parlò di "Famiglia, dono e promessa, speranza per l’umanità".
Nel 2000 l’appuntamento mondiale venne a coincidere con il Giubileo delle famiglie che si svolse naturalmente a Roma. Fu lo stesso pontefice a dettare personalmente il titolo dell’incontro: "I figli, primavera della famiglia e della società".
Tre anni dopo, nel 2003, la grande assise si spostò per la prima volta in Asia, a Manila, nelle Filippine. Giovanni Paolo II, già sofferente, seguì l’incontro da Roma (tema, "La famiglia cristiana, una buona notizia per il terzo millennio") e intervenne soltanto in collegamento televisivo per salutare i due milioni di persone presenti alla celebrazione conclusiva. Nel 2006 l’incontro si tenne a Valencia, in Spagna. Alla presenza di Papa Benedetto XVI si affrontò il tema proposto, "La trasmissione della fede in famiglia".