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MESSICO 2009

i lavori

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LA FAMIGLIA FONTE DI VITA E DI TESTIMONIANZA CRISTIANA
Sabato sera, durante la Veglia mariana, disturbata alla fine dalla pioggia giunta quasi all'improvviso, migliaia e migliaia di famiglie si sono strette attorno al cardinale Bertone, al cardinale Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, al cardinale Norberto Rivera Carrera, arcivescovo primate del Messico, per vivere un forte ed intenso momento di fede e di pietà popolare, davanti al quadro di Nostra Signora di Guadalupe. Musiche, canti, sfilate delle bandiere dei 97 Paesi rappresentati, recita dei Misteri Gaudiosi con commoventi testimonianze.
Dall'Europa, una famiglia italiana con ben cinque figli che opera come missionaria nei Paesi Bassi; altre testimonianze dall'America, dal Guatemala, dall'Africa – il Paese era il Malawi; dall'Asia – il Paese era il Pakistan, dal Nord America, gli Stati Uniti.
Tante testimonianze, segnate dalla prova, dal riscatto, dalla Croce. Commoventi soprattutto le testimonianze di due famiglie colpite dalla morte improvvisa di figli giovani che dopo la tragedia hanno cambiato la vita dei loro genitori.
Nel suo caloroso saluto, il Legato pontificio ha portato a tutti i messicani la benedizione affettuosa, corale di Benedetto XVI. “Formiamo tutti la famiglia di Dio”, ha ricordato il cardinale Bertone. “La famiglia sia fonte di vita e di testimonianza cristiana. I giovani, soprattutto, sappiano trovare nella famiglia un costante punto di riferimento e la famiglia, nello stesso tempo, sappia formarsi e formare ai valori umani e cristiani”.

BENEDETTO XVI: NON CONFONDETE LA FAMIGLIA CON ALTRE FORME DI CONVIVENZA
“La famiglia ha il diritto di essere riconosciuta nella propria identità” e di “poter contare sulla dovuta tutela”, perché ha una “funzione sociale essenziale”: sono le parole di Benedetto XVI, contenute in un video messaggio trasmesso sabato pomeriggio - l’una di notte in Italia – durante la Veglia Mariana che si è svolta sul sagrato della Basilica di Nostra Signora di Guadalupe. Domenica grande conclusione con una Messa presieduta dal cardinale Tarcisio Bertone, in veste di Legato Pontificio, mentre il Papa interverrà in video collegamento ed annuncerà le date ed il luogo del prossimo raduno mondiale delle famiglie.
Erano numerose le famiglie cristiane provenienti dai cinque continenti che ieri hanno raccontato la loro esperienza, sul sagrato della Basilica di Nostra Signora di Guadalupe. Testimonianze che si sono alternate alla recita dei Misteri Gaudiosi del Rosario e che sono state – ha detto il Papa – come “un’eco e un riflesso nel nostro tempo della storia di Gesù e della sua famiglia”, perché “l’ambiente domestico è una scuola di umanità e di vita cristiana per tutti i suoi membri, con conseguenze benefiche per le persone, la Chiesa e la società”:
“En efecto, el hogar está llamado a vivir y cultivar el amor recíproco…”
“In effetti – ha aggiunto Benedetto XVI - il focolare domestico è chiamato a vivere e a coltivare l’amore reciproco e la verità, il rispetto e la giustizia, la lealtà e la collaborazione, il servizio e la disponibilità verso gli altri, specialmente verso i più deboli”.
E la famiglia deve essere “impregnata della presenza di Dio”, ha ricordato ancora il Papa, perché il Signore “sta certamente” con coloro che ascoltano la sua Parola e mettono in pratica i suoi insegnamenti:
“De este modo, se transforma y se mejora gradualmente la vida personal…”
“In questo modo, si trasforma e si migliora gradualmente la vita personale e familiare – ha ribadito il Pontefice - si arricchisce il dialogo, si trasmette la fede ai figli, si accresce il piacere di stare insieme, e il focolare domestico si unisce e si consolida ancora, come una casa costruita su una roccia (cf. Mt 7,24-25)”.
Di qui, l’importanza della preghiera, la cui forza permette alla famiglia di trasformarsi “in una comunità di discepoli e missionari di Cristo”, in cui “si annida, si trasmette e si irradia il Vangelo”:
“La familia cristiana, viviendo la confianza y la obediencia filial a Dios…”
“La famiglia cristiana – ha ricordato il Papa - vivendo la fiducia e l’obbedienza filiale a Dio, la fedeltà e l’accoglienza generosa dei figli, la cura dei più deboli e la disponibilità al perdono, si converte in un Vangelo vivo, che tutti possono “leggere” (Cf. 2 Co 3,2), in un segno di credibilità forse più persuasivo e capace di richiamare l’attenzione del mondo di oggi”.
E sono diversi gli impegni che Benedetto XVI ha affidato alla famiglia contemporanea: portare la sua “testimonianza di vita” e la sua “esplicita professione di fede” nella scuola e nelle associazioni, impegnarsi nella catechesi dei figli e nelle attività parrocchiali, soprattutto in quelle “preposte alla preparazione al matrimonio o rivolte in maniera specifica alla vita familiare”.
“La convivencia en el hogar, al mostrar que libertad y solidaridad…”
“La convivenza in casa – ha aggiunto il Papa - è un dono per le persone e una fonte di ispirazione per la convivenza sociale, perchè mostra che libertà e solidarietà sono complementari, che il bene di ciascuno deve contare sul bene dell’altro, che la richiesta di una giustizia severa deve essere aperta alla comprensione, e il perdono deve essere a favore di un bene comune”.
Poi, la sottolineatura forte che la famiglia è “cellula vitale della società, la prima e fondamentale risorsa per il suo sviluppo” e “l’ultimo rifugio” per coloro che le istituzioni non riescono a tutelare in modo soddisfacente:
“Por su función social esencial, la familia tiene derecho a ser reconocida…”
“Per la sua funzione sociale essenziale – ha affermato il Papa - la famiglia ha il diritto di essere riconosciuta nella propria identità e di non essere confusa con altre forme di convivenza, e anche di poter contare sulla dovuta tutela culturale, giuridica, economica, sociale, sanitaria e, più particolarmente, su un appoggio che, tenendo conto del numero dei figli e delle disponibilità economiche, sia tale da consentire la libertà dell’educazione e della scelta della scuola”.
Chiedendo, quindi, lo sviluppo di una “cultura e una politica della famiglia” a favore delle famiglie stesse, Benedetto XVI ha incoraggiato le associazioni che promuovono l’identità e i diritti della famiglia, auspicando un loro maggiore coordinamento. Infine, l’appello a tutti a “collaborare con impegno ed allegria nella nobile causa della famiglia”, perché, ha concluso il Papa, “lavorare per la famiglia è lavorare per il futuro degno e luminoso dell’umanità”. (RADIOVATICANA)

BERTONE, DOVERE DEGLI STATI PROTEGGERE LA FAMIGLIA
(17gen2009) "Solo la famiglia, fondata sul matrimonio, realizza in pienezza l’essere sociale della persona e fa crescere la giustizia e la pace prima al suo interno e poi nella società". Lo afferma il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato, nel suo intervento nella prima giornata dell’Incontro mondiale delle famiglie, che segue il Congresso teologico-pastorale del 14-16 gennaio. Secondo Bertone, gli Stati hanno il dovere di proteggerla perché la famiglia rappresenta "l’unico asse portante della vita personale e sociale di ogni persona. Non passa mai di moda ed è valida anche nella particolarità dell’attuale congiuntura scaturita "dalla globalizzazione dei problemi in tutti i continenti: dai numerosi conflitti che minacciano intere regioni alla recente e profonda crisi economica".
Il cardinale ha denunciato "la deriva individualista-nichilista che si traduce in un pessimismo antropologico esacerbato". "Lo si percepisce, ha rilevato, in vaste aree del mondo dove il malessere e la sfiducia sempre più diffusi si riflettono nel grande inverno demografico che sta mettendo in pericolo intere società; nella perdita di significato della vita in tanti giovani, vittime di alcol e droghe; nella violenza e nello sfruttamento di donne e bambini; nel traffico di organi e nel mercato del sesso; nell’abbandono di tanti malati e anziani, lasciati senza sostegno nell’affrontare gli ultimi anni della vita; nella crisi del sistema educativo in molte nazioni; nell’instabilità politico-economica che incombe soprattutto su molti Paesi in via di sviluppo".
"In queste situazioni - ha spiegato il cardinale - il denominatore comune è l’ingiustizia, la negazione o proprio l’assenza di diritti. I diritti umani, che derivano dalla stessa natura dell’essere personale, sia nell’aspetto individuale sia in quello sociale, vengono calpestati, sminuiti, persino eliminati. L’individualismo esasperato genera oggi un’eco di egoismo. Di fatto il relativismo, l’edonismo e l’utilitarismo hanno dato vita a una commercializzazione di tutto il creato e del suo culmine, cioè la persona umana".

 

 

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