Dal Messico riparte la difesa della famiglia
Il cardinal Bertone spiega l'incontro ai giornalisti sudamericani
"Dal Messico riparte la campagna a difesa della famiglia,
oggi minacciata dalla deriva a favore dei diritti individuali. Minacce
tanto più serie in un momento di grave crisi economica". L’Osservatore
Romano ha riassunto così una conversazione che il card. Tarcisio Bertone
ha avuto con i giornalisti messicani alla vigilia dell’Incontro Mondiale
delle Famiglie che si terrà a Città del Messico dal 14 al 18 gennaio,
con la partecipazione di Benedetto XVI in video conferenza.
"Attraverso il Paese sudamericano il Papa lancerà un messaggio a tutto il mondo,
nell’ottica di una nuova concezione della società, improntata anche a stili di
vita più sobri e solidali", ha affermato il segretario di Stato che è stato delegato
dal Pontefice a presiedere questo evento "straordinario ed eccezionale", al quale
sono attesi un milione di fedeli. Sarà, ha spiegato Bertone, "una piattaforma
d’eccezione per diffondere in tutto il mondo il concetto di "famiglia come unità,
come unione tra uomo e donna secondo il disegno di Dio". Il luogo è’ favorevole
a questo progetto poiché il Messico non solo riveste grande importanza sullo
scenario politico-economico mondiale, ma può anche contare su "robustezza di
fede" e "robustezza di visione antropologica", pur pagando "tutti i problemi
delle società moderne". Problemi che rappresentano sfide non facili per il Messico
e che preoccupano la Chiesa. Per esempio le "situazioni di insicurezza delle
famiglie e dei sacerdoti", come ha detto Bertone, facendo riferimento all’ondata
di criminalità che si è verificata nel Paese centroamericano. In tutti è ancora
viva la memoria del cardinale Juan Jose’ Posadas, assassinato nell’aeroporto
di Guadalajara nel 1993. Il porporato ha, tra l’altro, sottolineato il dovere
di lottare contro il narcotraffico "perché è il modo più subdolo e più terribile
di uccidere la dignità e la personalità dei giovani". Tutta l’America Latina
deve inoltre affrontare ogni giorno il diffondersi delle sette, il cui denaro "compra
anche le coscienze" e le cui prediche offrono "ricette facili". Povertà e ignoranza
fanno anche di molti cattolici un obiettivo di questo proselitismo per cui il
cardinale Bertone ha insistito sulla necessità di "recuperare una nuova catechesi
più efficace", con gli opportuni strumenti della "grande missione continentale
che e’ stata promossa da Aparecida". E attraverso proprio quella famiglia che
e’ "fautrice di formazione, di educazione alla fede prima di tutto, e poi anche
di educazione alla giustizia e alla pace".
Nella sua lunga conversazione con i media, il segretario di Stato ha anche fatto
riferimento alle relazioni fra il Messico e la Santa Sede, che sebbene recenti,
sono "molto buone". Ed ha affermato che "qualche problema nasce naturalmente
quando un Parlamento nazionale o un Parlamento regionale promuove una legge che
non collima con i principi fondamentali di cui la Chiesa si fa portatrice". "Una
legislazione che vada alla deriva su certi principi fondamentali - ha ammonito
- diseduca concretamente il popolo e soprattutto i giovani". "Oggi - per Bertone
- c’e’ una deriva a favore dei diritti individuali, come diritti assoluti, senza
tener conto della fondatezza dei diritti individuali come diritti naturali, come
diritti fondati sulla natura dell’uomo e della donna", un aspetto che "il Papa
ha toccato esplicitamente anche nel suo discorso all’Onu".
Su questi punti, il porporato ha denunciato una carenza in molte società, anche
le più evolute: "Si accentuano molto i diritti puramente individuali e non si
riconoscono i diritti della famiglia, come cellula portante, viva della società,
e come cellula intermedia tra l’individuo e lo Stato, e le società intermedie
e lo Stato". Sono aspetti che certamente verranno affrontati nel vi Incontro
Mondiale delle Famiglie, un evento che farà sì che l’attenzione internazionale
si concentri sul Messico e che sottolineerà l’impegno del popolo messicano per
la famiglia, "un tema assolutamente centrale nella promozione della Chiesa, nella
coscienza ecclesiale e nell’impegno della società per un rinnovamento a misura
del progetto di Dio sull’uomo e sulla donna", ha precisato Bertone.
Bertone ha ricordato infine, come esempio di una Chiesa impegnata a illuminare
la società, l’appello di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi di Agrigento.
Parole "durissime" che, ha tenuto a sottolineare, "certamente hanno toccato il
cuore di qualcuno, non di molti però di qualcuno. Anche la testimonianza coraggiosa
dei cristiani, dei pastori della Chiesa, dei sacerdoti - ha aggiunto - certamente
può far cambiare. In questi casi, come nei casi come le guerre, le violenze,
della camorra, della ’ndrangheta o della mafia, di tutti i gruppi criminali,
la testimonianza può cambiare l’atteggiamento" di queste persone.