La Chiesa italiana
scende
in campo a fianco delle famiglie. Questa volta non sono in gioco
questioni di principio ma la semplice, elementare necessità di arrivare
a fine mese. La crisi economica si fa pesante ed il potere di acquisto,
già logorato dall’euro si riduce giorno dopo giorno. Come se non bastasse
sono a rischio anche i livelli occupazionali: le aziende chiudono
o riducono il personale. A cominciare dai dipendenti precari. E
per ogni lavoratore che resta senza paga c’è una famiglia per la quale
si apre il dramma. Il governo sta più o meno facendo la sua parte.
Ma come sussidiarietà comanda, anche le famiglie devono rimboccarsi
le maniche per mostrare le proprie capacità di mutua solidarietà.
I vescovi italiani e le
banche italiane hanno deciso di istituire un fondo di "garanzia" da
circa 30 milioni di euro per concedere prestiti bancari a tasso agevolato
fino a 300 milioni di euro per decine di migliaia di famiglie in
difficoltà a causa della crisi economica. Grazie a una grande colletta
che sarà lanciata a livello nazionale e che dovrebbe svolgersi il
31 maggio, la Cei intende raggiungere una somma di partenza da 30
milioni di euro per il fondo di garanzia, mentre la rete delle banche
dell'Associazione bancaria italiana erogherà prestiti agevolati fino
a 300 milioni di euro per raggiungere 20-30 mila famiglie
al massimo. I criteri di distribuzione del prestito agevolato (500
euro al mese per un anno, prorogabile per un secondo anno) saranno
piuttosto stringenti. In particolare, per attingere al fondo di
garanzia i casi di necessità devono essere segnalati al parroco che,
tramite la Caritas diocesana oppure i circoli Acli effettuerà una
verifica dei requisiti di necessità. In caso di valutazione favorevole,
è previsto che le banche aderenti procedano entro 10-20 giorni a
erogare il contributo.
Uno sforza che
va ad aggiungersi a quello delle chiese locali: fondi di solidarietà,
sottoscrizioni pubbliche, prestiti senza interesse, accordi con
le banche, progetti di microcredito… le diocesi italiane moltiplicano
un impegno peraltro abituale, mobilitano parrocchie e fedeli, lavorano
di carità e creatività, raccolgono milioni (sembra che nel complesso
siano oltre 150) per sostenere chi si trova in difficoltà.