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DONARE FUTURO per il diritto dei bambini alla famiglia

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Riaccendere il sorriso sui volti di bambini e ragazzi provati negli affetti familiari. È l’obiettivo della campagna Donare Futuro, volta a tutelare il diritto dei più giovani ad avere una famiglia. La campagna, costruita da una fitta cordata di Associazioni (Tavolo nazionale affido, CISMAI, Forum delle associazioni familiari, Comunità Papa Giovanni XXIII, Famiglie per l’accoglienza, ANFAA, CNCM, Aibi, Coordinamento CARE, Coordinamento nazionale comunità di accoglienza, Agevolando, Progetto Famiglia) è nata per sollecitare l’attenzione istituzionale e l’opinione pubblica su un diritto sancito da normative nazionali e internazionali ma che, soprattutto nell’Italia Centro-meridionale, stenta ancora a trovare una concreta e piena attuazione.

Ecco dunque che in otto Regioni (Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia) organismi e associazioni, da anni impegnati nel settore, si mobilitano per richiedere 5 misure urgenti in risposta ai bisogni di bambini e ragazzi che vivono in
situazione di disagio familiare, affettivo, sociale.

La campagna è coordinata a livello nazionale da Marco Giordano, presidente di Progetto famiglia e del Forum della Campania.

In particolare le aree su cui sono sollecitate azioni urgenti riguardano le cosiddette “adozioni difficili”, quelle cioè rivolte a minori disabili e/o con disagio psico-relazionale o di età superiore ai 12 anni;
l’accompagnamento all’autonomia dei neomaggiorenni in uscita da percorsi di accoglienza; la certezza dei contributi economici (già formalmente previsti e di fatto quasi mai erogati) e di polizze assicurative per le famiglie che accolgono minori in affido; lo
sviluppo della pratica degli “affidamenti ponte” dei bambini piccolissimi; l’istituzione di un Tavolo Regionale sull’affido familiare con il coinvolgimento dei servizi affidi territoriali, delle autorità giudiziarie minorili e delle associazioni di affidatari, secondo le linee guida nazionali sull’affido.

Si tratta evidentemente di temi complessi, agitati tutti dall’urgenza di garantire a bambini e ragazzi in difficoltà, laddove non sia possibile o non sia sufficiente perseguire strategie di sostegno alle famiglie di origine, l’opportunità di provare ‘le braccia calde’ di una famiglia a dispetto della sola accoglienza in apposite strutture residenziali, che sicuramente garantisce il soddisfacimento di alcuni bisogni ma non realizza a pieno il diritto alla famiglia di bambini e adolescenti. Deprivazione tanto più perniciosa nei primissimi anni di vita, a dispetto dei riscontri di un’acclarata letteratura scientifica che invece sottolinea l’imprescindibilità delle cure familiari in quella fascia d’età. Di qui l’irrinunciabile esigenza di adottare tutti i provvedimenti destinati a garantire sostegno economico, psicopedagogico, psicoterapeutico, sociale alle famiglie affidatarie e a quelle disposte all’adozione, anche nell’ottica di incrementarne il numero e favorire contemporaneamente una riduzione della spesa pubblica su cui certamente è maggiore il carico del mantenimento delle strutture di accoglienza.

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